Non amo definire la provenienza delle persone, di certo la crisi dei valori dell'area più di sinsitra è presente anche qua.
Forse il vero problema è che la classe dirigente ex di qualunque parte non ci sa dire addio e rimane attaccata...
Repubblica Bologna
Il politologo: "Addio alla classe dirigente ex Pci"
Il politologo Paolo Pombeni, delegato all'assemblea costituente del Pd, lancia l'allarme: "Gli eredi del Pci non sono più capaci, nemmeno qui da noi, di esprimere una classe dirigente". Anche in Emilia la componente cattolica Pd risulta più presentabile
Nella rossa roccaforte emiliana sventola bandiera bianca. Bandiera ex Dc ed ex Margherita. Non basta l´elezione di Dario Franceschini a segretario nazionale del Pd. Anche in Emilia Romagna i candidati cattolici alle amministrative spopolano. E sempre più spesso battono alle primarie gli ex Ds. Al punto che il politologo Paolo Pombeni, delegato all´assemblea costituente del Pd, lancia l´allarme: «Gli eredi del Pci non sono più capaci, nemmeno qui da noi, di esprimere una classe dirigente». Una crisi di «produttività e di presentabilità» che «deve preoccupare», perché rischia di dare l´idea di un Pd in salsa Dc. Disorientando la base. E innescando una crisi di identità che può condurre i Democratici, a lungo andare, «fino alla spaccatura, o alla diaspora».
A Bologna Flavio Delbono e Beatrice Draghetti provengono dalla Margherita. A Ferrara un altro ex Dl ha vinto la corsa alla successione di Gaetano Sateriale. A Forlì è spuntato persino un ex repubblicano. L´Emilia rossa è colonizzata dai bianchi?
«Bisogna ammettere che nonostante tutto, nonostante la componente centrista sia minoritaria nel Partito Democratico, tutto il turbinio che proviene dall´area cattolica ed ex democristiana risulta alla fine più presentabile davanti agli elettori. E´ indubbiamente un problema significativo per gli ex comunisti, sul quale varrebbe la pena che loro spendessero una riflessione seria. Anche se in parte è positivo che vengano superate le vecchie appartenenze».
Ma com´è possibile? In Emilia la dote degli ex comunisti l´hanno sempre fatta da padroni. Da dove nasce questa crisi?
«In parte da un fatto culturale. Gli ex democristiani di sinistra sono sempre stati più abituati ad andare a cercare il loro consenso. Il partito comunista invece era come una Chiesa. Una grande congregazione dove tutto veniva deciso negli organi dirigenti, dando per scontato che poi la base avrebbe seguito le indicazioni del vertice».
E quindi?
«Quindi è naturale che il vecchio Pci, come tutte le chiese, fosse meno capace di presenza pubblica. E questo ha il suo peso, nel momento in cui i candidati vengono scelti dalla base attraverso le primarie. Inoltre gli ex Ds, anche all´interno del Pd, sono abituati più a guardare dentro al partito, che fuori».
Si spieghi meglio.
«Tengono a trattenere per sé le cariche dirigenziali del Pd, quelle strettamente politiche e partitiche. Mentre quelle elettive vanno agli ex Dl».
Con Franceschini però si è fatta una eccezione. Ora anche il segretario nazionale è un ex democristiano. Un emiliano che è arrivato prima dell´altro emiliano, quello ex Ds, Pierluigi Bersani.
«Sì, ma quella di Franceschini è una eccezione finta. Tutti sanno che questa segreteria sarà a termine».
Non c´è il rischio che le due anime del Pd esplodano prima?
«Devo dire che il rischio che il Pd si spacchi esiste. Anche se è una ipotesi che io non mi auguro assolutamente».
Evoca il fantasma della scissione?
«La possibilità c´è. Anche se non credo sarebbe una spaccatura sul modello socialista. Vale a dire come quella di Psi e Psdi, quando si unirono e poi dopo due anni se ne andarono di nuovo ognuno per la sua strada. Purtroppo temo che nel caso del Pd sarebbe una diaspora».
(24 febbraio 2009)











PARIGI - E' una delle domande più ricorrenti, primitive e dibattute della storia: gli uomini preferiscono le bionde? E se sì, perché? Niente di più classico da quando la più celebre della specie, Marilyn Monroe, lo cantava nel film culto del 1953 di Howard Hawks: ma l'amletico dilemma entra anche a buon titolo alla Sorbona, la celebre università parigina.
